La Orange Pi 6 Plus è una SBC che combina potenza computazionale, flessibilità e un ecosistema software sorprendentemente maturo.
L’Orange Pi 6 Plus si presenta come una soluzione di fascia alta nel panorama delle single-board computer orientate all’intelligenza artificiale on-device. È progettata per applicazioni complesse che spaziano dal calcolo ad alte prestazioni alla grafica avanzata, dal machine learning alla robotica, fino ai moderni scenari edge basati su modelli generativi di ultima generazione. La presenza di un SoC con CPU a 12 core e NPU integrata, un’ampia dotazione di memoria LPDDR5 fino a 64 GB e un sottosistema grafico capace di decodifica 8K, indica chiaramente la sua direzione: un SBC pensato per essere un piccolo workstation-class computer più che un semplice dev-kit.
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Confezione & Bundle
La confezione dell’Orange Pi 6 Plus segue l’approccio essenziale tipico dei prodotti destinati agli sviluppatori: la board è ben protetta e collocata in una scatola ampia e ben imbottita, progettata per evitare urti durante il trasporto.

La SBC è fornita in dotazione con un sistema di raffreddamento ad aria, composto da un dissipatore lamellare ed una ventola. L’assenza di accessori superflui è coerente con un prodotto pensato per chi deve integrare la scheda in prototipi personalizzati o installazioni industriali, lasciando allo sviluppatore la libertà di decidere l’hardware complementare più adatto al proprio scenario.

Nel bundle a noi consegnato, troviamo un alimentatore compreso di cavo USB Type-C con tensione auto-regolabile (dai 5V ai 20V), ricordando che questo device si alimenta a 20V e richiede fino a 5A.
Specifiche tecniche
Al cuore dell’Orange Pi 6 Plus troviamo il SoC CIX CD8180/CD8160, una piattaforma eterogenea che combina una CPU a 12 core a 64 bit con una NPU dedicata da 28.8 TOPS e un processore grafico con accelerazione hardware, raggiungendo complessivamente 45 TOPS di potenza AI grazie alla collaborazione tra CPU, GPU e NPU.
Questa architettura consente di gestire carichi neurali complessi, modelli generativi ottimizzati per l’edge, inferenze in tempo reale e pipeline multimodali, mantenendo al contempo un’elevata efficienza energetica. La capacità della GPU di gestire la decodifica video 8K, l’hardware ray tracing e la resa fluida di applicazioni 3D professionali, la rende una soluzione interessante non solo per l’AI computation, ma anche per ambiti come grafica tecnica, visual computing e HMI avanzate.

Il sottosistema di memoria, basato su LPDDR5 a 128 bit, è disponibile in configurazioni da 16, 32 o 64 GB, consentendo alla board di sostenere carichi notevoli, come modelli LLM locali, container multipli o applicazioni che richiedono dataset residenti in RAM.

Sul fronte dello storage, la presenza simultanea di due slot NVMe M.2 Key-M 2280 con bus PCIe a 4 lane ciascuno permette configurazioni complesse, quali dischi in RAID software o l’uso combinato di uno storage primario ad alte prestazioni e uno dedicato a modelli AI di grandi dimensioni. A questo si aggiungono uno slot TF per boot alternativi e una memoria SPI Flash da 64 Mbit per configurazioni di basso livello.
La ricchezza delle interfacce è uno dei punti più rilevanti: l’Orange Pi 6 Plus offre uscite video DP 1.4 fino a 4K 120Hz, HDMI 1.4, due porte Type-C con modalità DisplayPort e un’eDP dedicata, coprendo praticamente tutti gli scenari di output multischermo e di pannelli embedded.

Per la connettività di rete mette a disposizione due porte Ethernet 5G, una soluzione tipica dei sistemi edge professionali, utile per separare traffico dati da traffico di management o per configurazioni di alta disponibilità.

È presente inoltre uno slot M.2 Key-E per moduli Wi-Fi moderni, sul quale abbiamo installato il modulo R6 di Orange Pi, basato su chip Realteck RTL8852BE, fornendoci sia connettività Wi-Fi che Bluetooth.

Abbiamo anche acquistato per nostro conto il case originale in alluminio per questa scheda, adatto per dissipare bene il calore generato dalla SBC che dagli Nvme, dotato di apertura magnetica sulla parte superiore e di un comodo sportellino posteriore per accesso diretto sul scheda Wi-Fi e BT e sugli Nvme.
L’USB subsystem è altrettanto completo: due porte USB 3.0 host, due USB 2.0, un header 9-pin aggiuntivo e due USB-C 3.0 full-function, che ampliano notevolmente le possibilità di espansione. I due connettori Type-C supportano anche alimentazione PD fino a 20V 100W, garantendo stabilità anche sotto carico prolungato, specialmente quando si utilizzano SSD multipli e periferiche ad alto assorbimento, oppure utilizzare una batteria a litio, installabile tramite apposito connettore, con un chip appositamente posizionato per gestirne anche la ricarica.

La parte multimediale comprende un jack audio da 3.5 mm con input/output, un connettore per microfono analogico, un connettore per speaker, due interfacce MIPI CSI a 4 lane per videocamere industriali o moduli ad alta risoluzione, un connettore eDP per collegare un display, un connettore per l’interfaccia touch.

Infine, la presenza del classico GPIO a 50 pin (40 sul lato destro e 10 sul lato sinistro) garantisce compatibilità con sensori e moduli esterni attraverso protocolli come UART, I2C, SPI e PWM, ampliando l’usabilità della board anche nel settore maker e nell’automazione embedded. L’insieme è racchiuso in un ingombro di 115×100 mm e un peso di appena 132 g, sorprendente per una macchina con capacità da mini-workstation.

Troviamo 3 LED di stato, verde lampeggiante dopo aver collegato l’adattatore di alimentazione e premuto il pulsante di accensione, mentre durante la modalità di sospensione, la luce verde rimane accesa fissa, LED blu fissa dopo aver collegato l’adattatore di alimentazione, LED rosso che si accende collegando la batteria e, quando è in carica, la luce rossa lampeggia, rimanendo fissa quando batteria è completamente carica.
Sistema Operativo
Il supporto software è fornito da Orange Pi comprende: Debian, Ubuntu, Orange Pi OS (basato su Harmony OS) e Android, accompagnati da una documentazione ricca e da un approccio open-source, rendono la scheda flessibile per sviluppo, sperimentazione e integrazione professionale.

Debian
Per installare Debian sul nostro device è sufficiente una MicroSD, l’immagine del sistema operativo e Rufus. Per prima cosa scegliamo la versione di Debian che vogliamo utilizzare; notiamo che non esiste una versione server.

La procedura è semplice: scarichiamo ora un tool chiamato Rufus [LINK], utile per caricare su una MicroSD l’immagine che poi installeremo sulla single-board computer. Rufus non necessita installazione e, una volta avviato, richiede di selezionare il dispositivo di destinazione, ossia la MicroSD, l’immagine del OS (Selezione boot) e di assegnare l’etichetta del volume. Fatto ciò, premiamo AVVIA e il programma inizierà a caricare tutto sulla memoria esterna.

Quando avrà terminato, scolleghiamo la memoria da computer e inseriamola nel lettore di MicroSD posto sul retro della nostra single-board computer a dispositivo spento. Accendiamolo, inserendo il cavo HDMI, connesso ad un monitor, e il connettore di alimentazione nella porta USB Type-C e si avvierà il dispositivo, mostrandoci per prima cosa un BIOS, il CIX System Manager, contenente tre sezioni: Hardware Information, Soc Configuration, Platform Configuration.

Dopo la fase di caricamento del BIOS, si avvierà il sistema operativo con interfaccia grafica.

Non ci siamo fermati a questa schermata, ma abbiamo voluto anche testare con un benchmark questa SBC, lanciando da terminale il Geekbench, ancora in fase preview per questo tipologia di processori, quindi lo score totale del test potrebbe essere non perfettamente veritiero, tuttavia ci riserviamo di considerarlo valido visto che quello del Raspberry Pi 5 raggiunge circa i 4000 punti, mentre il nostro Orange Pi 6 Plus raggiunge quasi i 6700 punti.

Windows 11 ARM
Abbiamo provato anche ad installare Windows 11 ARM, versione rilasciata dalla Microsoft proprio per questa tipologia di processori. La procedura con Rufus è la medesima: selezionare il dispositivo di destinazione, ossia la MicroSD, l’immagine del OS (Selezione boot) e di assegnare l’etichetta del volume. Fatto ciò, premiamo AVVIA e il programma inizierà a caricare tutto sulla memoria esterna.

Tuttavia, all’avvio non ci è stato possibile lavorarci in quanto, presumiamo, non c’è una piena compatibilità con questa SBC.















