Orange Pi 4 Pro: una scheda SBC ibrida “all-in-one” con capacità AI
La Orange Pi 4 Pro rappresenta l’ultima evoluzione nella linea di single-board computer (SBC) di Orange Pi, e si propone come concorrente diretta del Raspberry Pi 4, ma con un focus particolare su prestazioni edge, intelligenza artificiale (local AI) e versatilità nelle espansioni hardware. Grazie al SoC Allwinner A733, alla GPU ibrida e all’NPU integrato, questa scheda consente di affrontare carichi di lavoro avanzati, pur mantenendo dimensioni compatte e un buon bilanciamento tra prestazioni, consumi e connettività. La Orange Pi 4 Pro vuole dunque essere non solo uno strumento per hobbisti e maker, ma un modulo valido anche per progetti industriali, IoT, robotica e sistemi embedded che richiedono capacità di calcolo locale e interfacce hardware multiple.
- Acquistalo su Aliexpress: https://s.click.aliexpress.com/e/_c4mqL0If
Confezione & Bundle
La confezione della nostra Orange Pi 4 Pro è minimale e rifinita, tanto da farci intendere che prodotto trovare e anche come ottenere tutte le informazioni necessarie.

All’interno troviamo solamente la SBC.

Specifiche Tecniche
La Orange Pi 4 Pro si basa sul SoC Allwinner A733, una piattaforma moderna che integra un’architettura octa-core ibrida: troviamo due core ARM Cortex-A76 in modalità “big” operanti fino a 2,0 GHz, affiancati da sei core ARM Cortex-A55 operanti fino a circa 1,8 GHz, per gestire carichi più leggeri con consumi ridotti. A completare il profilo c’è un core RISC-V E902 a 200 MHz dedicato a compiti real-time, utile per gestire sensori o logiche deterministiche in parallelo ai processi principali. Questa combinazione rende il chip adatto a operazioni generali e compute differenziato.

Sul fronte grafico, la scheda è dotata della GPU Imagination BXM-4-64, capace di supportare rendering 3D e accelerazione grafica nei contesti embed, mentre per compiti di intelligenza artificiale è presente un’unità NPU (Neural Processing Unit) con capacità fino a 3 TOPS in INT8, che permette di eseguire reti neurali leggere direttamente a bordo senza dover ricorrere a moduli esterni.

Per quanto riguarda la memoria, la scheda è progettata per supportare fino a 16 GB di LPDDR5, anche se al momento le versioni commerciali disponibili spaziano tra 4, 6, 8 e 12 GB secondo le fonti.
Lo storage è molto flessibile: è disponibile uno slot M.2 M-Key (PCIe 3.0) per SSD NVMe, un modulo eMMC (tra 16 e 128 GB), e uno slot microSD come opzione standard. Si tratta quindi di un’architettura di memoria moderna e ad alte prestazioni.

Nelle interfacce troviamo porte HDMI 2.0 (supporto fino a 4K@60Hz), due interfacce MIPI CSI per videocamere (una a 2 lane e una a 4 lane), e una interfaccia MIPI DSI per display, oltre a un header a 40 pin compatibile con Raspberry Pi-style per GPIO, SPI, I²C, UART e altri segnali.

La connettività di rete comprende Gigabit Ethernet con supporto PoE (tramite modulo aggiuntivo), WiFi 6 e Bluetooth 5.4, funzionalità che rendono la scheda molto versatile anche per applicazioni wireless avanzate.

Sul lato porte USB, si ha 1 porta USB 3.0 host, 3 porte USB 2.0 host e una porta USB-C (utilizzata come ingresso di alimentazione, non come porta dati), oltre a header di debug UART e pulsanti per Boot e Power.

Il comparto audio, invece, è costituito dal classico jack da 3,5″, sia per microfono e cuffie, oltre alla presenza di un microfono integrato ed un connettore per la connessione diretta di uno speaker. Presupposti ideali per si pensa di realizzare un assistente vocale con questa SBC.

Il consumo è contenuto grazie alla progettazione moderna del SoC e all’adozione della memoria LPDDR5, e l’alimentazione avviene attraverso 5 V / 3 A tramite la porta USB-C. Il layout misura circa 89 × 56 mm, in linea con le dimensioni classiche delle schede SBC compatte.

Nel complesso, le specifiche tecniche della Orange Pi 4 Pro mostrano un progetto ambizioso: una scheda che combina calcolo generico, capacità AI, elevate prestazioni su storage e memoria, e numerose interfacce hardware, il tutto in un formato compatto e ben connesso.

Sistema Operativo
Il supporto software è fornito da Orange Pi comprende: Debian, Ubuntu e Android, accompagnati da una documentazione ricca e da un approccio open-source, rendono la scheda flessibile per sviluppo, sperimentazione e integrazione professionale.

Per installare Debian sul nostro device è sufficiente una MicroSD, l’immagine del sistema operativo e Rufus. Per prima cosa scegliamo la versione di Debian che vogliamo utilizzare, ossia se preferiamo la semplice versione server o la versione con XFCE.

La procedura è semplice: scarichiamo ora un tool chiamato Rufus [LINK], utile per caricare su una MicroSD l’immagine che poi installeremo sulla single-board computer. Rufus non necessita installazione e, una volta avviato, richiede di selezionare il dispositivo di destinazione, ossia la MicroSD, l’immagine del OS (Selezione boot) e di assegnare l’etichetta del volume. Fatto ciò, premiamo AVVIA e il programma inizierà a caricare tutto sulla memoria esterna.

Quando avrà terminato, scolleghiamo la memoria da computer e inseriamola nel lettore di MicroSD posto sul retro della nostra single-board computer a dispositivo spento. Accendiamolo, inserendo il cavo HDMI, connesso ad un monitor, e il connettore di alimentazione nella porta USB Type-C e si avvierà il dispositivo, mostrandoci poi il sistema operativo con interfaccia grafica (nel nostro caso).

Non ci siamo fermati a questa schermata, ma abbiamo voluto anche testare con un benchmark questa SBC, lanciando da terminale il Geekbench, ancora in fase preview per questo tipologia di processori, quindi lo score totale del test potrebbe essere non perfettamente veritiero, tuttavia ci riserviamo di considerarlo valido visto che il nostro Orange Pi 4 Pro raggiunge i 1500 punti, un punteggio niente male per un SBC che presta come valida alternativa al Raspberry Pi 4.
